{"id":491,"date":"2024-03-05T16:15:14","date_gmt":"2024-03-05T15:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/?p=491"},"modified":"2024-03-05T16:15:14","modified_gmt":"2024-03-05T15:15:14","slug":"giuseppe-godono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/2024\/03\/05\/giuseppe-godono\/","title":{"rendered":"Giuseppe Godono"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a>Il tenore della Polyphon<\/a><\/h4>\n\n\n\n<p>Agli albori degli anni \u201810, la canzone napoletana e in special modo i suoi autori attraversavano un periodo poco remunerativo e scarno di soddisfazioni; gli editori partenopei pagavano poco e pretendevano dai loro contrattualizzati una cospicua produzione \u2026 Ecco arrivare in loro soccorso i tedeschi rappresentati dalla Casa editrice musicale Polyphon Musikwerke a. g. Wharen, Lipsia, con il suo \u201cinviato speciale\u201d, il giovane e coraggioso Massimo Weber. Il racconto parte da un simpatico aneddoto: \u00ab \u2026 Massimo Weber, un intraprendente tedesco, pens\u00f2 di creare a Napoli un\u2019organizzazione per il lancio delle canzoni, quella che poi fu definita da Saverio Procida \u201cTrust della canzonetta napoletana\u201d. Egli offriva agli autori un compenso mensile che andava dalle 150 alle 300 lire, pari cio\u00e8, allo stipendio di un magistrato. Inutile dire che l\u2019entusiasmo dei poeti e musicisti a tale proposta. Una sera Weber convoc\u00f2 gli artisti in un caff\u00e8 del centro, Ernesto Murolo, come sempre, arriv\u00f2 tardi. Trov\u00f2 Don Giovanni Capurro che si era fermato ad aspettarlo. &#8211; Caro don Giuvanne \u2013 esclam\u00f2 Murolo scendendo dalla carrozzella, elegante e profumatissimo \u2013 Scusatemi se ho fatto tardi. Mi ha trattenuto un amico a casa sua. &#8211; Un amico\u2026 biondo? \u2013 chiese con fare volutamente ingenuo Capurro, conoscendo la debolezza del poeta di \u201cTarantelluccia\u201d per il sesso gentile. &#8211; Eh, volete scherzare caro Capurro, \u2013 rispose Murolo \u2013 ditemi, piuttosto, che cosa avete concluso stasera con Weber. &#8211; Sentite, don Ern\u00e8, \u2013 esclam\u00f2 infervorato Capurro \u2013 questo tedesco \u00e8 un signorone! Figuratevi che ha offerto a tutti, a tutti, capite? Ed eravamo in molti: Russo, Galdieri, i DeCurtis, Bovio, Cinquegrana, Nardella ed altri, paste a profusione, liquori e vermouth! Sentite a me: La Polyphon si far\u00e0! Poche sere dopo, altra riunione; pioveva a dirotto, e Murolo, trattenuto anche questa volta da un amico, tard\u00f2 parecchio. Capurro lo attese pazientemente sotto un portone con il bavero del pastrano alzato. Ernesto not\u00f2 subito che il poeta delle \u201cCarduccianelle\u201d era un po\u2019 scuro in volto. &#8211; Ched\u2019\u00e8, don Giuv\u00e0? Nun saccio comme ve veco stasera! &#8211; Don Ern\u00e8\u2026nun \u00e8 ghiuta bona! \u2013 sospir\u00f2 Capurro \u2013 Weber ci ha offerto solamente un caff\u00e8!\u2026Io credo che la Polyphon non si far\u00e0!\u00bb Capurro non azzecc\u00f2 la previsione, l\u2019operazione Polyphon si concretizz\u00f2 e nel 1911 i maggiori poeti e musicisti della canzone napoletana, ad eccezione di E.A.Mario, rimasto fedele a Ferdinando Bideri e Giuseppe Capaldo che continu\u00f2 a produrre per \u201cLa Canzonetta\u201d. Le qualit\u00e0 manageriali di Massimo Weber lo indussero, inoltre, a contrattualizzare ci\u00f2 che vi era di meglio anche sul mercato delle grandi ugole napoletane; vennero dunque arruolati i grandi nomi del variegato e affascinante mondo canoro napoletano: Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, Nicola Maldacea, Peppino Villani, Olimpia d\u2019Avigny, Nina de Charny, Raimondo De Angelis, Diego Giannini e tanti altri. Un nome in particolare, all\u2019epoca al culmine della sua popolarit\u00e0, purtroppo oggi quasi dimenticato, Giuseppe Godono (foto) che con altri due meravigliosi tenori, Diego Giannini e Mario Massa, aveva suscitato l\u2019entusiastico interesse dei dirigenti della Casa tedesca. Giuseppe Godono nacque a Napoli, nella zona di Sant\u2019Anna alle Paludi il 4 settembre 1876; destino volle che da giovane ebbe la ventura di conoscere e cantare con Enrico Caruso. Avevano entrambi voci non comuni e tonalit\u00e0 simili; il pap\u00e0 del pi\u00f9 grande tenore di tutti i tempi, Marcellino Caruso, era infatti custode presso le allora famose Officine Meccaniche Godono, di propriet\u00e0 del pap\u00e0 di Giuseppe. Certamente, questo, un segno del destino, visto che il giovane Godono, dopo aver studiato al Conservatorio di S.Pietro a Majella diverr\u00e0 uno dei pi\u00f9 acclamati tenori lirici dell\u2019epoca; si contraddistinse dagli altri incidendo finanche Bandiera rossa, l\u2019Internazionale e il Canto degli italiani. Il suo debutto avvenne nel 1902. Si esibiva solo nelle opere liriche e questo gli consent\u00ec di girare il mondo; chiudeva le sue prestazioni come d\u2019uso all\u2019epoca con l\u2019esecuzione di alcune canzoni napoletane. Godono lasci\u00f2 la lirica dopo un decennio dedicandosi esclusivamente al repertorio dialettale e canzoni in lingua (almeno 500 titoli). La quasi totalit\u00e0 dei suoi dischi furono prodotti dalla storica casa discografica partenopea Phonotype Record; sporadiche le incisioni su etichetta Okeh, l\u2019Odeon, la Columbia e Victor. La sua prima canzone, incisa nel 1910, fu Mamma mia che vo\u2019 sape\u2019?!?. Venne invitato ed eseguire Marechiare del Di Giacomo quando, a spese del Comune di Napoli, venne inaugurata la targa con i famosi versi della canzone, collocata sotto la celebre \u201cFinestrella di Marechiaro\u201d. Era anche presente nei vari fascicoli (1911-1914) piedigrotteschi pubblicati dai fratelli Eugenio ed Emilio Gennarelli, gi\u00e0 licenziatari delle migliori marche di dischi e grammofoni, con negozio in via Monteoliveto 44. Le testimonianze di stima verso questo grande interprete furono molteplici, alcuni esempi: \u00ab \u2026 Inchiniamo l\u2019altissimo cantore e tributiamogli gli onori dovuti ai grandi \u2026 Godono \u00e8 Godono. La definizione, la lode, l\u2019aggettivo sciuperebbe la fama del divino tenore \u2026 Godono canta, gli autori della canzone s\u2019inebriano alla voce, al gesto,all\u2019arte di un grande maestro del canto e pensano con legittimo orgoglio che gran ventura \u00e8 per essi che un cos\u00ec grande insigne artista , cedendo all\u2019insistenza di migliaia di napoletani, abbia abbandonato il teatro lirico\u2026per dedicare tutti i tesori della sua voce, tutta la squisitezza della sua intelligenza, tutta la sensibilit\u00e0 della sua anima, alla bella, alla grande, alla dolce canzone napoletana (dalla \u201cPiedigrotta Polyphon\u201d, 1914) \u2026 Il Cav. Giuseppe Godono \u00e8 un artista lirico insigne e perfetto; e nessuno ignora dei segreti dell\u2019arte. La sua voce tenera e suadente ha dolcezze che trovano subito la via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 diritta per giungere al cuore \u2026 ma la canzone napoletana \u00e8 una gran tiranna, e il Cav. Godono, come il Caruso, il De Lucia e tanti altri, non ha saputo resistere al fascino di essa. Cos\u00ec che quest\u2019anno quando la Polyphon che ha il monopolio della canzone napoletana e l\u2019infaticabile Ditta Gennarelli che la rappresenta, hanno invitato il Cav. Godono per l\u2019incisione delle canzoni sui dischi, egli non ha saputo e potuto rifiutarsi e le ha cantate da par suo, con regale e prodiga signorilit\u00e0\u201d. (dalla \u201cPiedigrotta Polyphon\u201d, 1912) \u2026Godono ha interpretato con passione e con arte ogni canzone che ha cantato; ha strappato grida d\u2019ammirazione e applausi scroscianti ad ogni pubblico; ed ora \u00e8 fra gli artisti di teatro che hanno nel loro repertorio anche le canzoni della Polyphon. Delizioso cantante,, ricercatissimo artista: e questa sua scelta, questa predilezione sua di napoletano che non vuole staccarsi dalla vera melodia di Napoli, gli fan molto onore; e danno alla bella canzone napoletana il suo vero valore di cosa d\u2019arte, ricercata e interpretata da ogni artista pi\u00f9 delicato e pi\u00f9 grande\u201d (Ferdinando Russo in \u201cPiedigrotta Polyphon \u201c 1913) \u00bb. Erano trascorsi quattro anni da quell\u2019incontro al caff\u00e8, ma era anche iniziata la grande carneficina della Prima Guerra mondiale e la Casa tedesca fu costretta a chiudere i battenti; i suoi fascicoli di Piedigrotta, ben curati e firmati da grandi nomi, gli spettacoli organizzati nelle maggiori citt\u00e0 italiane, le audizioni \u2026 Tutto svan\u00ec in un battito d\u2019ali. Giuseppe Godono, negli ultimi anni di vita, trasferitosi a Roma, apr\u00ec una scuola di canto, che sebbene chiudesse poco dopo non gli imped\u00ec d\u2019aver fatto da maestro a due grandi nomi della canzone moderna: Amedeo Pariante e Nunzio Gallo. Il grande artista si spese nella Capitale il 22 dicembre 1963.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/song1.provagrafica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/godono.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-492\" srcset=\"https:\/\/song1.provagrafica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/godono.jpg 150w, https:\/\/song1.provagrafica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/godono-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tenore della Polyphon Agli albori degli anni \u201810, la canzone napoletana e in special modo i suoi autori attraversavano un periodo poco remunerativo e scarno di soddisfazioni; gli editori partenopei pagavano poco e pretendevano dai loro contrattualizzati una cospicua produzione \u2026 Ecco arrivare in loro soccorso i tedeschi rappresentati dalla Casa editrice musicale Polyphon&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kadence_starter_templates_imported_post":false,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491"}],"collection":[{"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=491"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":493,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/491\/revisions\/493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/song1.provagrafica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}